E' stato recentemente celebrato il 75° anniversario dell’avvento della Repubblica, avvenuto in seguito all’esito del referendum popolare del 2 giugno 1946 con cui gli italiani (e le donne italiane per la prima volta!), scelsero di abbandonare la monarchia sabauda in favore del nuovo sistema governativo. Fu un risultato nient’affatto scontato, essendo larghi strati della popolazione favorevoli al sistema monarchico, con Napoli e la Campania fra i principali sostenitori dei Savoia. E non a caso la vittoria dei repubblicani causò gravi tumulti a Napoli, con morti e feriti, e le dimissioni in segno di protesta del Sindaco di Angri, Francesco Adinolfi, il 20 giugno seguente
Ma poco o nulla si è sempre detto sulla Carta Costituzionale che venne introdotta come conseguenza della scelta repubblicana; fino ad allora, la Nazione aveva avuto lo Statuto Albertino quale legge fondamentale dello Stato, promulgato da Carlo Alberto di Savoia il 4 marzo del 1848 e successivamente adottato dal Regno d’Italia a unificazione avvenuta
L’opinione pubblica ha sempre associato la data del 2 giugno 1946 al referendum, omettendo che nella stessa circostanza venne eletta l’Assemblea Costituente; questo importantissimo passaggio non solo determinò l’inizio dei lavori per la stesura della Carta Costituzionale, ma di fatto, segnò la fine del CLN e la nascita vera e propria dei partiti che lo componevano. Ebbe vita dal 25 giugno 1946 al 31 gennaio 1948 e votò la fiducia ai vari governi che si susseguirono in quegli anni
Al termine dell’iter per la sua approvazione, la Costituzione Italiana venne firmata da Enrico De Nicola il 27 dicembre 1947
Tornando all’esito del referendum e prima dell’entrata in vigore della Costituzione, vennero presi da subito due importanti provvedimenti: l’introduzione del nuovo Tricolore, senza lo stemma sabaudo nel campo bianco, e l’obbligo di prestare un nuovo Giuramento di Fedeltà, questa volta alla Repubblica, da parte dei militari e dei funzionari pubblici
La foto mostra la sala del palazzo Giustiniani, sede della Presidenza del Senato, nel momento in cui Enrico De Nicola, quale Capo dello Stato, firma la Costituzione e sono presenti, da sinistra a destra, Alcide De Gasperi, allora Presidente del Consiglio, il funzionario Francesco Cosentino, il Guardasigilli Giuseppe Grassi e il Presidente dell’Assemblea Costituente Umberto Terracini
In altra pagina del sito si riporta un articolo sull'argomento pubblicato sul mensile ANGRI'80